Ischia

Il piano nella nebbia

di Giuseppe Mazzella di Rurillo

 

In calce a questo articolo è riportata integralmente, in formato pdf, la mia presentazione alla mostra fotografica e documentaria che si tenne nella sala Pertini delle Terme comunali della città d’Ischia, dal 10 marzo al 10 aprile 2023, nel quadro delle manifestazioni “Casamicciola che”E'” Ischia” la cui locandina del ciclo degli eventi per un intero mese è anche essa qui sotto riportata.

La manifestazione – voluta dall’allora Comitato per la rigenerazione dell’isola verde nato dalle discussioni fra vecchi amici come ha ricordato l’on. Salvatore Lauro nel suo libro di memorie di domenica al bar Calise di Ischia – non si potette tenere a Casamicciola perché la cittadina terremotata ed alluvionata non aveva disponibile un luogo pubblico per una mostra ed una conferenza.
Questo mi parve allora – ed ancor oggi – la conseguenza più grave dei tre disastri naturali che avevano toccato Casamicciola in sequenza dal 2009 al 2022. Questo – a mio parere – poneva Casamicciola al centro di una “protezione naturale e di una riqualificazione ambientale” dell’ intera isola d’Ischia (46kmq, 64mila abitanti, 200mila vani) dopo la fase della golden age degli anni 60 e 70 del ‘900 che avevano illuso sulla espansione infinita dell’isola non solo dell’ eterna giovinezza come propagandava lo slogan di successo al tempo del miracolo economico italiano ma della eterna espansione senza alcun rispetto sia per la natura vulcanica dell’isola, con tre rischi naturali (vulcanico, sismico, idrogeologico), che per la stessa limitata dimensione (in mezzo al mar Tirreno con appena 46 km2).

Gli eventi disastrosi di Casamicciola che toccavano anche parzialmente Lacco Ameno e solo marginalmente Forio – che per estensione territoriale, posizione geografica, consistenza ricettiva alberghiera e commerciale, non risentiva affatto di questi eventi anzi ne riceveva un impulso positivo per la sua economia tanto che oggi è la località più alla moda dell’isola – dovevano costituire, in una ottica di “coesione economica e sociale” (tanto evidente perché stiamo su una isola lontana dal continente 18 miglia), un problema unitario per i sei Comuni oltre lo spezzettamento amministrativo che non ha più senso né ragione sia dal punto di vista economico che sociale.

Quella mostra e quel ciclo di manifestazioni così intenso rappresentarono – come ho avuto occasione di rimarcare – il massimo impegno civile della iniziativa de il Continente, come agenzia stampa e rivista monografica, e, allo stesso tempo, il grande sforzo organizzativo per presentare una proposta concreta: cominciare, dal litorale che va da punta Perrone a Monte di Vico lungo circa 3 km che amministrativamente é diviso contro ogni logica in due comuni (Casamicciola e Lacco Ameno), la “ricostruzione immediata” dopo terremoto ed alluvioni. Dalla riviera doveva nascere una quinta economia per Casamicciola e Lacco Ameno unite nella storia e nella geografia.

È quello che non ha fatto il piano di ricostruzione della regione Campania (che è un piano di linee di dottrina urbanistica ma non di immediata e concreta attuazione) in 5 anni dopo che sono passati circa 8 anni dal terremoto e 3 anni dalla frana.
È un piano delle nebbie o nella nebbia.
Spetta alla società civile culturale politica far scomparire la nebbia e indicare una strada. In pieno sole.

 

in f.to pdf  Presentazione mostra Casamicciola che E’ Ischia

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