la Redazione
La notizia, come un tam tam, è rimbalzata stamani da un cellulare ad un altro, tramite WhatsApp.
La prima a darla è stata Rita Bosso attraverso la sua pagina di Facebook.
La persona interessata è talmente nota e conosciuta per la sua amabilità colloquiale e la sua simpatia che non potevamo fare a meno di ricordarla anche noi di Ponzaracconta.
Se ne è andata serenamente nella sua casa di Formia Civita Scarpati. Aveva 92 anni.
Ci piace ricordarla gioviale e sorridente come in questa foto che ci è stata inviata
Civita arriverà domani mattina a Ponza e i funerali si celebreranno subito dopo nella chiesa della SS Trinità.
Al figlio Paolo, alla sorella Rosalba, alla nuora, ai nipoti Alessio e Pasquale la vicinanza e l’affetto di tutta la Redazione

La Redazione
29 Marzo 2025 at 11:52
Riprendiamo dai vari commenti sula nostra pagina Facebook qualche ricordo della cara Civita di amici e conoscenti.
MARIA COSTANZO: Cara Civita, sicuramente sarai tra le braccia di nostro Signore, prega per noi. Sei stata un esempio di gentilezza e cordialità, ti ricorderò sempre con affetto, a Rosalba un forte affettuoso abbraccio.
ALFREDO SCOTTI: Sentite condoglianze cara Rosalba, quando ero di passaggio a Formia, l’unico posto dove potevo incontrare Civita era in chiesa per la messa…poi un periodo non ci siamo più visti, capisco i motivi dell’età. è stata una bella persona.
In calce all’articolo è stato aggiunto l’aggiornamento dell’ora e giorno dei funerali.
Pasquale
29 Marzo 2025 at 23:30
Nella mia famiglia il nome Civita era… familiare. Mia madre Civita, mia nonna paterna Civita, una mia zia Civita, e lei Civita (Civitina per noi di famiglia) Quattro Civita una diversa dall’altra ma tutte e tre accumunate dai… racconti. Zia Civita (Civitina) quando l’andai a trovare in America mi raccontava i suoi trascorsi ponzesi. E Ponza riviveva anche lì. Mia nonna Civitella raccontava i fatti risalenti addirittura alla seconda metà dell’800 per poi discendere a quelli più recenti (per lei) riguardanti il secondo conflitto mondiale. Mia madre e mia cugina Civita raccontavano fatti che hanno fatto la storia quotidiana dell’Isola. Una storia bella come loro, belle persone. Come un vulcano sprigiona caldo vapore ed emana di continuo ciò che ha nelle sue viscere, così Civitina, ogniqualvolta ci incontravano, mi entrava in confidenza. Quella confidenza fatta di ricordi passati di famiglia e non, anche se lei era più grande di me in età. Non mancavano le battute, i modi di dire ponzesi ma soprattutto non mancava il respiro del nostro mare e della nave che andava o veniva dall’Isola. Dal balcone di casa sua si vede il mare. Contenta: “Guarda – mi diceva – u’ mar’”. Da lì partivano i ricordi che spaziavano su tutto. Volentieri ascoltavo, poco sapevo rispondere perché lei era di un’altra generazione e i suoi coetanei erano diversi dai miei. Ma le spiagge, le cale e le calette, le colline e le vie, erano e sono quelle. La nave la riporta là dove lei ha sempre desiderato di andare e là resterà per sempre con tutto ciò che è rimasto nel suo cuore abbarbicato come patella attaccata tenacemente a quello Scoglio. Addio Civitina, sicuramente ti verrò a trovare… quando le vicende umane me lo consentiranno, Pasqualino