segnalato dalla Redazione
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Prendiamo visione del nuova fatica di Emilio Iodice (e del suo traduttore di fiducia Silverio Lamonica). Nel congratularci con loro presentiamo la copertina del libro e le note introduttiva dei nostri amici, Emilio e Silverio, con l’augurio di un meritato successo.
Il fuoricampo di Frankie
Note dell’Autore
di Emilio Iodice
Il fuoricampo di Frankie è molto più di una semplice storia di formazione; è un viaggio alla scoperta di sé. Sebbene sia radicato nel terreno fertile delle mie esperienze, non è un’autobiografia pura e semplice. È un arazzo tessuto con i fili delle vite che si s intrecciate con la mia, in particolare i miei genitori, Lucia e Silverio, e mio fratello Ralph, e tante persone uniche ed affascinanti che hanno contribuito al mosaico della mia vita.
Erano leader che mi hanno dato speranza e hanno incoraggiato me e tutti coloro che hanno incontrato a non arrendersi mai. Queste pagine fanno eco alle lezioni apprese su un percorso lastricato di lotta e resilienza.
Il fuoricampo di Frankie non è una classica autobiografia che cataloga una vita dalla nascita alla maturità.
È una serie di episodi che sviluppano e definiscono un adolescente e lo avviano sulla strada verso l’età adulta con i valori e il coraggio a cui ognuno di noi aspira oggi.
Troverete storie che narrano di come affrontare le difficoltà legate all’essere figlio di immigrati, del sostegno incrollabile della famiglia, del potere di trasformazione della conoscenza e della fiducia in sé stessi e soprattutto della cura e il benessere degli altri.
Ogni capitolo inizia con citazioni e parole di saggezza per dare il tono, per indicare la direzione, stimolare, incoraggiare e aiutare a riflettere.
Queste frasi hanno ispirato il giovane di questa storia a crescere e perseverare.
Il fuoricampo di Frankie è una testimonianza di valori: il coraggio di affrontare le avversità, l’onestà come cardine di ogni impresa, la generosità come stile di vita e lo spirito incrollabile che non lascia mai rinunciare ai propri sogni.
Parla anche della leadership e di migliorare attivamente il mondo trattando ogni persona con amore e comprensione.
Mentre sfogliate le pagine, vi invito a metterti nei panni di Frankie, che, durante i suoi anni formativi, costruisce le basi che lo porteranno nel futuro.
Testimoni dei suoi trionfi e delle sue tribolazioni, momenti di dubbio, sfide, ambizioni, rapporti con le persone e alte aspirazioni. Ma ricordate, il viaggio di Frankie non è isolato. Rispecchia le molte altre persone che si sforzano di costruire un futuro migliore per se stessi e per coloro che li circondano.
Questo libro celebra lo spirito umano, dimostra il potere di trasformazione della famiglia, dell’amicizia, della cura e della compassione ed è una dichiarazione d’amore per le lezioni apprese.
Spero che Il fuoricampo di Frankie vi spinga ad inseguire i vostri sogni, ad abbracciare le sfide che la vita vi pone davanti e a ricordare che le vittorie più importanti sono spesso quelle che otteniamo nel viaggio per diventare ciò che siamo.
Prefazione
di Silverio Lamonica
Del prof. Emilio Iodice ho tradotto alcune opere dall’inglese molto volentieri, soprattutto perché in alcune sue pubblicazioni, come ad esempio Liberation, riguardante episodi della II Guerra Mondiale, manifesta a chiare note la sua profonda condanna del nazifascismo e dei regimi dittatoriali in genere. In perfetta sintonia con le mie corde. Tali sentimenti li rileviamo anche in alcuni capitoli di quest’ultima sua fatica: Il fuoricampo di Frankie, in cui narra le vicende di una famiglia di emigranti ponzesi del secolo scorso che — come tante altre — inseguiva il sogno americano. Ma affinché tale sogno si avveri, l’autore ci avverte che occorre affrontare sacrifici con grande determinazione, perché la vita, anche in America, non è tutta “rose e fiori”. Però se davvero intendi migliorare il tuo tenore di vita, negli USA puoi farcela, infatti “rimboccandoti le maniche” ottieni immancabilmente i risultati sperati.
Ed è quello che accade a Silverio, il capostipite. Il quale giunge nella Grande Mela nel momento meno propizio, il giorno dopo il “crollo di Wall Street” e l’inizio della “grande depressione del 1929”. Ma Silverio — temprato fin dall’adolescenza dalle dure traversie affrontate sullo “scoglio più bello del Mediterraneo” — non si scoraggia e senza il becco di un quattrino riesce, con il suo serio proposito, ad ottenere credito da alcuni imprenditori del Bronx e ad avviare così la sua piccola attività di commerciante.
Ma ciò non basta mantenere dignitosamente una famiglia e allora cerca un secondo lavoro come “scaricatore di porto” che in Italia purtroppo fino al secolo scorso, era considerato un lavoro umile e degradante: il facchino, sinonimo di persona rozza incivile e incolta. Invece Silverio lo seppe affrontare con molta dignità e professionalità. Ecco l’altro messaggio che cogliamo in questo racconto: il lavoro in sé, in ogni sua forma ed aspetto, svolto con scrupolosa onestà e professionalità, nobilita – non degrada – l’essere umano.
Negli anni ’50 del secolo scorso, mentre in America anche uno scaricatore di porto veniva considerato un signore rispettabile, alla pari con professionisti ed esponenti dell’alta finanza, purché lavorasse con serietà e impegno, in Italia si era ancora legati ai “quarti di nobiltà”, ai “natali illustri e perfetti” così ben ironizzati da Totò, nella poesia ’A Livella, opportunamente riportata per intero dall’autore in quest’opera.
Nel lavoro frenetico è coinvolta tutta la famiglia: mamma Lucia che deve dividersi tra la vendita al negozio e i lavori domestici, specie quando il marito subisce un grave incidente, e i figli Ralph e Frankie, il protagonista, i quali, prima di andare a scuola – devono dare la loro mano preziosa in negozio. Tutta la famiglia è assorbita nel lavoro senza soste, tranne che il 20 giugno, giorno sacro: festa del santo patrono Silverio. Tuttavia leggendo il racconto, stranamente non vediamo in questo incessante “darsi da fare” alcunché di “alienante”, forse perché in una società come quella americana, una cosa del genere rappresenta l’ordinaria normalità, fa parte della routine giornaliera.
Però tutto questo consolida le basi dell’educazione di Ralph e Frankie, i quali raggiungono precocemente la maturità che si manifesta sia nella assidua e fattiva collaborazione alle necessità familiari, sia nell’amore per lo studio e per l’approfondimento delle varie conoscenze.
Altro elemento di ” maturità” di questi ragazzi: non avevano la “paghetta”, abitudine molto discutibile che abbiamo fatto prendere ai nostri “rampolli”. Frankie coltivava i suoi hobby grazie alle mance e mancette che ricavava recapitando la merce ai clienti del negozio, oppure trasportando – con Ralph – pianoforti per la città, fino all’ottavo o nono piano degli isolati, rigorosamente senza ascensore.
Una vita austera conduceva questa famiglia di emigranti nella Little Ponza, un’enclave ponzese nel caotico Bronx e dove il negozietto di famiglia, il Napoli Market, era anche una preziosa oasi per chi aveva problemi, o si sentiva solo o era disperato per varie traversie e trovava in Lucia, Silverio e nello stesso Frankie, conforto morale e materiale, quando necessario. Una famiglia che sapeva ben conciliare il duro lavoro con i contatti umani della comunità in cui era pienamente inserita.
Frankie, dal canto suo, ha una gran voglia di inserirsi nel gruppo di ragazzi che pratica lo Stickball e lo fa a modo suo: studiando le imprese di un grande campione di quella specialità sportiva. Logicamente ci riesce.
Ma Frankie, che grazie alla sua ferrea volontà, ha avuto successo nello sport e nella vita… chi è veramente?
Lo scoprirete leggendo le avvincenti pagine di questo racconto
Il fuoricampo di Frankie
Il viaggio di un ragazzo verso il sogno americano
dalla quarta di copertina del libro
Entra nel commovente mondo di Frankie, un giovane ragazzo italoamericano cresciuto nel vibrante arazzo della New York del secondo dopoguerra.
Il Fuoricampo di Frankie è un libro di memorie accattivante che intreccia aneddoti personali, eventi storici e lo spirito indomabile di una famiglia che insegue il sogno americano.
Perché questo libro è da leggere:
• Una toccante storia di formazione: vivi il viaggio di Frankie da bambino con gli occhi spalancati a giovane maturo mentre affronta le gioie e le sfide dell’adolescenza sullo sfondo di un’America in cambiamento.
• Una celebrazione della resilienza degli immigrati: meravigliati della forza incrollabile e della determinazione della famiglia di Frankie mentre trionfano sugli ostacoli, abbracciano nuove opportunità e forgiano una vita piena di amore, risate e orgoglio culturale.
• Un tributo alla famiglia e alla comunità: scopri la profonda influenza dei legami familiari e il ruolo vitale della comunità nel plasmare i valori, le aspirazioni e il senso di appartenenza di una persona.
• Uno sguardo alla New York del dopoguerra: immergiti nei panorami, nei suoni e nei sapori di un’epoca passata mentre le esperienze di Frankie dipingono un quadro vivido della vita nella vivace metropoli.
• Un commovente promemoria di gratitudine: lasciati ispirare dall’incrollabile apprezzamento di Frankie per la sua famiglia, il suo paese e le opportunità della vita.
Il Fuoricampo di Frankie è più di un semplice libro di memorie; è una testimonianza dello spirito umano duraturo, una celebrazione della diversità culturale e un promemoria senza tempo dell’importanza di amare le persone e i luoghi che modellano le nostre vite.
