Canzoni

Una canzone per la domenica (334). ‘Tutta l’Italia’, il vero vincitore di Sanremo 2025

di Luisa Guarino 



A una settimana dalla conclusione del Festival di Sanremo 2025, chi lo ama o almeno lo segue, a metà strada tra piacere e dovere d’informazione, continua a tenersi aggiornato sulle classifiche e i gradimenti dei primi classificati, ma non solo. Tutti gli altri continuano a ignorarlo.



Per la cronaca la classifica è la seguente: 1) Olly con “Balorda nostalgia”, 2) Lucio Corsi con “Volevo essere un duro”, 3) Brunori Sas con “L’albero delle noci”; a seguire il quarto posto di Fedez con “Battito” e il quinto di Simone Cristicchi con “Quando sarai piccola”. Un brano quest’ultimo che alla vigilia veniva dato tra i favoriti, così come “La cura per me” di Giorgia, che si è posizionato solo al 6° posto. Fin qui la classifica ufficiale.



Ma il vincitore reale di questa 75a edizione del Festival è un altro. E’ cominciata così: qualche nota nei jingle che hanno iniziato a informare almeno un mese prima gli spettatori di Rai Uno della kermesse festivaliera, via via più frequenti. Poi lo stacchetto ripetuto nelle cinque serate della rassegna, soprattutto in concomitanza con la pubblicità; insomma quello che si definisce un ‘tormentone’: “Tutta l’Italia, tutta l’Italia, tutta l’Italià”. Infine nell’ultima serata l’apoteosi, con l’esecuzione dal vivo e per intero sul palco della Città dei fiori, presentata alla stregua del pezzo di un ospite d’onore.



Stiamo parlando di “Tutta l’Italia”, canzone scritta da Gabry Ponte, dj e produttore, Edwyn Roberts, e da Andrea Bonomo che l’ha interpretata in tv: un motivetto fra tarantella e pizzica salentina che in cinque serate è diventato la sigla del festival, un vero e proprio inno. Pare che Ponte abbia proposto a suo tempo il brano a Carlo Conti come sigla del festival, e il conduttore e direttore artistico se ne sia subito innamorato, tanto da volere l’artista a esibirsi all’Ariston nella serata della finale.

In effetti l’abbiamo cantata tutti (parlo per quanti come me il festival lo seguono tutti gli anni), e il ritornello resta indelebile. Il video che lo accompagna poi fa il resto, con la presenza ruffiana della classica mamma del sud Italia che prepara il sugo (anzi la salsa, come si dice in dialetto) con “pummarola e basilico”. Una curiosità: il brano è nato nel giro di due ore e ha il primato di aver mandato in pensione un’altra sigla-tormentone scritta nel 1996 da Pippo Caruso, “Perché Sanremo è Sanremo”.

Bisognerà vedere se anche “Tutta l’Italia” saprà durare tanto: cosa improbabile, visto il consumismo di questi nostri anni.
Buona domenica a tutti e buona festa di San Silverio dei pescatori a Le Forna per chi è a Ponza, in presenza o solo con il pensiero.


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