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Ponza, Procida e Ventotene: aumenta la tassa di sbarco

segnalato in redazione da Maddy Del Ponte da Il Messaggero, edizione odierna

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Ponza, Procida e Ventotene: sbarcare costerà (un po’) di più. Tassa più alta per disincentivare le troppe presenze
di Francesco Bisozzi da Il Messaggero (Latina) – Giovedì 27 aprile 2023

La misura adottata dai Comuni operativa dal primo maggio

Approfondimenti
Sì, viaggiare. Ma se siete amanti del mare e sognate di trascorrere l’estate su un’isola allora rischiate di avere una cattiva sorpresa al momento di scendere della nave. Rincarano le tasse di sbarco a Procida, Ponza e Ventotene. Il balzello è approdato anche a Leni, isole Eolie, meno di mille abitanti, l’unico nell’arcipelago che finora non aveva tassato i turisti dei traghetti. Pure in Liguria, nelle Cinque Terre, c’è chi spinge per una stretta, come il sindaco di Monterosso, anche solo per alleggerire la pressione dei croceristi sul territorio. L’imposta, che risparmia i soli residenti, frutta oltre 20 milioni di euro l’anno ai Comuni: può essere applicata in alternativa all’imposta di soggiorno dai sindaci e si paga insieme al biglietto del traghetto, quindi non si sfugge. Dal primo maggio, il contributo di sbarco per i non residenti sull’isola di Procida passerà da 3 a 3,50 euro per persona, fino al 31 ottobre. Nei sei mesi invernali, invece, la tassa di sbarco scenderà a 2,50 euro per persona, anche per favorire il turismo destagionalizzato.

Gli altri aumenti
Rincari anche a Ponza, dove a partire da giugno si pagheranno 5 euro per mettere piede a terra (nel 2022 ne bastavano quattro). Anche Ventotene, altro gioiello dell’arcipelago pontino, si è adeguata al nuovo trend. Qui la cifra da pagare nel 2023 è di 3,50 euro, un euro in più rispetto a un anno fa. Nelle isole Eolie si pagano cinque euro per il ticket di sbarco, ma finora aveva fatto eccezione il piccolo Comune di Leni, nell’isola di Salina: qui l’imposta è stata introdotta il primo di aprile, dunque da meno di un mese.
Che fine fanno però gli introiti della tassa di sbarco?
Vengono reinvestiti nei servizi per il turismo, nella mobilità, nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti, in interventi di recupero e salvaguardia ambientale e in eventi culturali. Il contributo di sbarco ha consentito a 26 Comuni di incassare nel 2022 circa 23 milioni di euro, ha fatto i conti l’Osservatorio nazionale di Jfc sulle imposte a carico dei turisti. A questi 23 milioni si aggiungono gli incassi dell’imposta di soggiorno che nel 2019 hanno toccato a livello nazionale quota 619 milioni di euro: la regione che incassa in assoluto di più è il Lazio, grazie alla Capitale che da sola percepisce il 22,4% del totale nazionale, vale a dire 138,7 milioni di euro. Seguono Veneto, Lombardia e Toscana. Nel 2023, stima sempre l’osservatorio di Jfc, la tassa di soggiorno dovrebbe portare nelle case dei Comuni che la applicano circa 678 milioni di euro.

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